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iknstudio si occupa di comunicazione. aiutiamo i nostri clienti a raggiungere la loro audience. facciamo grande attenzione ai dettagli perché sappiamo che nel dettaglio si nasconde la follia.

iknstudio è uno studio di comunicazione che si occupa di grafica, web, editoria, identità visiva, infografica, confezioni, segnaletica, caratteri e ambiente. il nostro lavoro si basa soprattutto sulle idee. il design è in grado di dar forma ai concetti culturali e di comunicarli, è la capacità di visualizzare idee, dare vita allo spazio, intuire proporzioni, è il risultato di una meticolosa osservazione dei dettagli. la nostra idea di progettazione tiene sempre conto della possibilità di migliorare il mondo in cui viviamo attraverso una comunicazione fruibile e immediata, che possa in qualche modo semplificare la vita di chi la utilizza. per questo, un progetto riuscito sa combinare funzione ed estetica e riesce a comunicare la cosa giusta nel modo e al momento giusto. progettare comunicazione visiva non prescinde dalla bellezza ma non si basa su di essa. fare design è la ricerca costante della soluzione migliore ad ogni problematica: una soluzione ogni volta diversa e ogni volta nuova.

ci piace pensarci, con le parole di albe steiner, come «grafici non più educati come artefici delle arti, non più indirizzati al progetto ispirato "al bel pezzo", come il pittore di cavalletto, non più come il "designer" che attraverso il bell'oggetto conforta la società ammalata, non più come uomo elegante, mondano, sorridente, scettico, egoista, narcisista, amante dei formalismi, "programmato", ma grafici che sentano responsabilmente il valore della comunicazione visiva come mezzo che contribuisce a cambiare in meglio le cose peggiori. grafici modesti, lavoratori tra masse di gente semplice che ha il diritto di partecipare alla comunicazione, alla cultura, al sapere, alla gestione sociale. grafici che sentano che la tecnica è un mezzo per trasmettere cultura e non strumento fine a se stesso per giustificare la sterilità del pensiero, o peggio, per sollecitare inutili bisogni, per continuare a progettare macchine, teorie, mostre, libri e oggetti inutili».